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Francia arresta cinque ultras britannici

Redazione|1 novembre 2026

Francia arresta cinque ultras britannici

Quattro bombe lacrimogene e un furgone battezzato Battle Bus. La polizia francese ha arrestato giovedì cinque attivisti di estrema destra britannici nel nord del paese mentre riprendevano in diretta e molestavano migranti vicino al porto di Dunkerque. La prefettura locale ha confermato gli arresti sabato.

Li accusano di aver partecipato a un gruppo costituito per preparare violenze contro persone e di portare armi classificate senza motivo legittimo. Dopo il passaggio in custodia, è stata avviata la procedura di espulsione dal territorio francese. Non è la prima volta: a gennaio, altre dieci persone della stessa sfera erano già state bandite dalla Francia per fatti simili.

Il video era l'obiettivo. Gli arrestati filmavano e trasmettevano in diretta mentre provocavano chi cerca di attraversare il Canale, e questo ha trasformato la provocazione in prova a loro carico. Nell'era della trasmissione permanente, l'attivista che vuole fare l'eroe si riprende da solo mentre firma il proprio arresto.

Lo sfondo è più scomodo dell'incidente. Su entrambe le sponde del Canale il tema migratorio è diventato una polveriera, e nel Regno Unito la pressione ha fatto schizzare il sostegno a Reform UK, la formazione anti-immigrazione. La Francia risponde con arresti ed espulsioni, ma il problema che li genera resta intatto sull'altra riva.

La morale è che né i governi né gli ultras hanno una risposta. Gli uni agitano la paura per guadagnare voti, gli altri la agitano per diventare virali, e quelli che davvero cercano di attraversare l'acqua approdano sempre nello stesso posto, in mezzo a una rissa che non è la loro. Vietare l'ingresso a dieci e arrestarne cinque non sistema il confine, migliora solo la foto.