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Trump perde e non può più fare causa

Redazione|1 novembre 2026

Trump perde e non può più fare causa

Un giudice federale di Miami ha respinto sabato e in via definitiva la causa di Donald Trump contro il Wall Street Journal per la lettera di compleanno a Jeffrey Epstein. La decisione del giudice Darrin P. Gayles è «with prejudice», la formula che impedisce di ripresentare il caso. Trump chiedeva 10 miliardi di dollari per diffamazione contro il giornale di Rupert Murdoch e resta senza porta d'ingresso.

L'argomento del tribunale è semplice: Trump non è riuscito a sostenere in modo plausibile che il giornale abbia agito con «malizia reale», l'asticella che la legge esige quando il querelante è un personaggio pubblico. Il giudice è andato oltre e ha descritto la posizione del presidente come quella di chi «si aggrappa a un chiodo ardente». È la seconda volta che un giudice gli boccia la causa, solo che questa volta gli chiude la finestra del tutto.

Tutta la controversia ruota attorno a una presunta lettera di compleanno che Trump avrebbe inviato a Epstein. Il presidente lo nega e ha definito la storia «falsa, malevola e diffamatoria». Un giudice federale ha appena stabilito che quel reclamo non supera nemmeno il primo filtro di una causa per diffamazione.

Un presidente degli Stati Uniti che fa causa alla stampa per un'offesa al suo orgoglio, e un giudice che gli ricorda che per questo bisogna provare qualcosa in più della rabbia. L'uomo più potente del pianeta ridotto a uno che si aggrappa a un chiodo ardente. Questa volta i tribunali hanno fatto il loro lavoro.