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L'ebola ha già ucciso 5.000 in Congo

Redazione|31 ottobre 2026

L'ebola ha già ucciso 5.000 in Congo

L'epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha superato i 5.000 morti, con 5.026 decessi su 10.351 contagi e una letalità vicina al 50%. Il virus si concentra nell'est del paese, nelle province di Ituri e Kivu del Nord, che sommano 9.782 casi confermati e 4.792 morti. È già il secondo focolaio più letale della storia, dietro solo agli 11.000 morti dell'Africa Occidentale tra il 2014 e il 2016.

Ciò che lo rende diverso e più pericoloso è il ceppo. Si tratta della specie Bundibugyo, per la quale non esiste alcun trattamento né vaccino approvati. Il focolaio è stato dichiarato in maggio e da allora ha toccato otto delle 26 province del paese. La diagnosi tardiva, i conflitti armati e un sistema sanitario esausto hanno fatto il resto.

C'è un dato che spiega quasi tutto: un terzo dei decessi registrati è avvenuto fuori dai centri di trattamento, prima che al paziente fosse fatto anche solo il test. Questo significa che il virus circola in comunità dove nessuno lo conta, e che la cifra ufficiale è probabilmente un minimo, non un massimo. Ci sono già casi segnalati in altri paesi africani, e l'OMS parla di timore per una diffusione continentale.

Ogni focolaio africano comincia con anni di avvertimenti ignorati e finisce con un titolo in Europa. La differenza questa volta è che non c'è un vaccino di riserva per il ceppo che sta uccidendo. Quando la malattia compare dove non ci sono strade né medici, la comunità internazionale ricorda di colpo che il mondo è rotondo.