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L'Italia ti tassa al 26% per lasciare il Paese

Redazione|31 ottobre 2026

L'Italia ti tassa al 26% per lasciare il Paese

L'Italia vuole tassarti al 26% per andartene, anche per il denaro che non hai ancora guadagnato. L'articolo 17 del progetto di bilancio, inviato alla Camera dei Deputati il 30 ottobre, tassa le plusvalenze non realizzate di chi trasferisce la residenza fiscale all'estero con attività per un valore di almeno 800.000 euro, circa 894.000 dollari.

La misura riguarda i trasferimenti che saranno formalizzati a partire dal 1 gennaio 2027. E colpisce solo chi è stato residente fiscale in Italia per almeno sei dei dieci periodi precedenti alla partenza. Cioè l'investitore che è lì da anni e un bel giorno decide che basta.

Finora il fisco italiano perseguiva già imprese e imprenditori individuali che si trasferivano all'estero, in base all'articolo 166 del testo unico delle imposte sui redditi. La novità è che estendono lo stesso principio agli investitori privati, che fino a oggi potevano andarsene senza pagare nulla sulle plusvalenze che non avevano ancora venduto.

La festa non è a buon mercato. I titoli di Stato si salvano in parte, con una base imponibile ridotta al 48,08% che lascia l'aliquota effettiva al 12,5%, la stessa che l'Italia applica già al suo debito pubblico. Tutto il resto, azioni, titoli e altri strumenti finanziari, è tassato all'aliquota generale. Il contribuente che se ne va ha 180 giorni per pagare.

E c'è una piccola concessione per chi si trasferisce in un altro Paese dell'Unione europea, o in uno con convenzione di cooperazione fiscale: può rinviare il pagamento fino a quando vende gli attivi, ma solo se anticipa metà della fattura e presenta una garanzia. Tradotto, lo Stato ti lascia dovergli del denaro purché tu gli paghi in anticipo per ogni evenienza.

La misura è comparsa dentro il pacchetto da 26.000 milioni di euro che il Consiglio dei ministri ha approvato il 28 ottobre, senza essere annunciata prima. Nessuno l'aveva menzionata in campagna elettorale. È il classico: ti aumentano le tasse a sorpresa e poi ti spiegano che in realtà è per il tuo bene.