L'Italia ti tassa il 26% se te ne vai
1 novembre 2026

Un family office con sede a Nassau ha inserito la residenza e la cittadinanza per investimento nel suo catalogo di pianificazione patrimoniale. Nexor, nata nel 1999 come filiale bahamense del ginevrino Banque Syz e resa indipendente nel 2021, segue da Nassau, Panama e Dubai famiglie con soldi sparsi in più paesi. Non vende più consulenza fiscale da una parte e passaporti dall'altra: consegna tutto nello stesso pacchetto.
L'idea è comoda per il cliente. Il miliardario entra dalla porta della gestione del suo patrimonio, delle sue tasse e della sua eredità, ed esce con una seconda residenza o un secondo passaporto per il giorno in cui il paese dove tiene i soldi si metterà male. Nexor lo chiama “una seconda casa per ogni evenienza”, che è un modo elegante di ammettere che sanno già che il sistema può crollare.
Non c'è nulla di illegale. Il business esiste, è regolato dalla commissione valori di Bahamas e da decenni muove conti di gente che non dorme nello stesso posto dove fattura. Colpisce quello che rivela sul resto. Chi ha un milione sa mettere il capitale al riparo da un governo. Chi ha solo uno stipendio sopporta quello che gli è capitato.
L'azienda lo dice senza arrossire: personale, preciso e privato. Ogni famiglia con un socio che risponde per lei, rigore svizzero per le carte e discrezione ereditata dalla vecchia banca. In quelle righe piccole c'è il vero prodotto, trattare la libertà di trasferirsi come un attivo in più, uno che si compra e si amministra come un fondo.
Qui sta la trappola di sempre. La libertà di movimento è diventata un articolo di lusso, con addebito sulla carta del family office. Per gli altri restano la residenza fissa, la tassa puntuale e la frontiera che sì si chiude. Ognuno tragga la sua conclusione.