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Bolivia arresta il senatore e punta a Evo

Redazione|20 ottobre 2026

Bolivia arresta il senatore e punta a Evo

Nilton Condori Alanoca, senatore supplente e una delle voci più scomode contro il governo di Rodrigo Paz, è stato arrestato domenica 18 ottobre a El Alto con l'accusa di terrorismo e istigazione pubblica a delinquere. L'ordine della procura non nomina solo lui: nello stesso fascicolo compaiono Evo Morales e altre figure dell'opposizione.

Il dettaglio che dice tutto è la data. Condori è stato arrestato subito prima di una riunione convocata per formare un blocco oppositor insieme a Evo Morales e Edmand Lara. Non è stato necessario che la riunione si tenesse: è bastato che fosse in agenda. Un giudice lo ha poi mandato nel carcere di Chonchocoro con custodia cautelare.

Il fondo della questione è economico. Il decreto 5716 ha eliminato l'ultimo sussidio al diesel e ha fatto schizzare il litro da 9,80 a 17,95 bolivianos, l'83% in un colpo solo. Il 5727 ha posto sotto revisione 67 imprese pubbliche per riorganizzarle, scioglierle o liquidarle. La Central Obrera Boliviana ha dichiarato l'emergenza il 15 ottobre e gli insegnanti urbani hanno uno sciopero di 24 ore convocato per il 23.

Con la benzina alle stelle e i sindacati in strada, al governo di Paz faceva comodo un reato grande e un nome altisonante. Terrorismo suona molto meglio di aggiustamento. E se nella causa cade anche Evo Morales, ancora meglio: la protesta smette di essere un problema di prezzi e diventa una questione di sicurezza dello Stato.

In Bolivia il conto lo paga quello di sempre. Sale il trasporto, sale il cibo, e quello che finisce ammanettato è quello che stava convocando la riunione. Chi protesta per il prezzo del pane viene chiamato terrorista; chi firma il decreto viene chiamato statista.