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1 novembre 2026

Barbados ha approvato il 27 ottobre una residenza permanente per investimento che, 360 giorni dopo, porta alla cittadinanza. La Camera dell'Assemblea ha fatto passare il nuovo Immigration Bill e un Citizenship Bill di accompagnamento, ed entrambi sono in cammino verso il Senato. Per la prima volta la legge mette nero su bianco una via che dal denaro porta al passaporto, cosa che il ministro dell'Interno, Gregory Nicholls, si è affrettato a negare: “questa legge non vende cittadinanza, questa legge non vende passaporti”.
La porta d'ingresso è nella sezione 10: residenza permanente per chi faccia un investimento di almeno cinque milioni di dollari di Barbados in un progetto nazionale approvato, che al cambio fisso di due a uno sono circa 2,5 milioni di dollari statunitensi. Il ministro ha già detto quali settori pensa di designare: acqua, servizi igienico-sanitari, salute, istruzione, abitazioni, rinnovabili, infrastrutture, tecnologia, agricoltura e turismo. È il manuale di sempre, con la differenza che questa volta lo firma un governo che giura di non essere nel business.
Per importi inferiori c'è un sistema a punti. Chi passa 180 giorni sull'isola in tre anni può coprire con i punti quello che gli manca di residenza, e ogni punto vale sei mesi. Un investimento di un milione dà due punti, otto se si avvicina ai cinque. L'età e l'ascendenza sommano: meno di 50 anni sono tre punti, l'ascendenza barbadiana altri tre, e il servizio diplomatico non si quantifica nemmeno.
La mossa arriva proprio quando diversi vicini caraibici cominciano a pensare di chiudere i loro programmi di cittadinanza per investimento. Barbados si posiziona prima che il mercato si restringa. Che i governi neghino il business mentre lo scrivono nella legge è l'unica parte che non cambia mai.